Storia di un ventre un tempo vuoto

 

Ti osservo mentre porti le tue mani sul tuo ventre, mentre sostieni il peso di quella vita che cresce dentro di te. Ti guardo mentre infili dolcemente le tue mani sotto la maglia per accarezzare con un tocco la tua pelle, unico tangibile confine tra te che sei fuori e lei che è dentro di te. Ti osservo con tutta l’attenzione con cui si osservano cose già viste ma, che in quel momento preciso, ci appaiono con una luce nuova e inedita. Ti scruto, non posso fare a meno di farlo, c’è qualcosa di così attraente e magico e ancestrale in quel gesto che le parole che stai pronunciando faccio fatica a seguirle. Sono echi lontani, ovattati, quasi bisbigli. Non lo so che cosa hai detto in quei tre minuti in cui hai parlato perché quel gesto mi ha ammaliato,…
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